Linee Programmatiche

La città di Catanzaro vive una condizione di impoverimento economico e culturale che è stata determinata principalmente, insieme ad altri fattori, da due elementi significativi: per un verso la disarticolazione della Provincia, che ha generato minori flussi verso il Capoluogo di Regione, e per altro verso, la dislocazione fuori dal centro storico di istituzioni importanti che non sono state adeguatamente sostituite da altre attività e peraltro non sono state accompagnate da uno sviluppo dei territori ospitanti. L’ubicazione dell’Università nel quartiere Germaneto, ad esempio, non è stata accompagnata da un piano di sostituzione del modello universitario nel centro storico e, al tempo stesso, non sono state attuate politiche di sviluppo per il quartiere stesso. L’elemento che accomuna i due aspetti è il fatto di aver fatto venire meno i flussi di persone sia nel centro storico sia nei quartieri, e tra i quartieri. Non c’è dubbio allora che uno dei fattori da combattere sia quello di riammettere flussi significativi nella città e nei quartieri. Uno degli strumenti che si auspica di poter utilizzare per raggiungere tale obiettivo è quello che prevede la realizzazione di un Istituto tecnico per ogni quartiere, oltre che nel centro storico: gli Its sono finanziati dal PNRR per un miliardo e mezzo.

Ricostruire la comunità

L’impoverimento economico che tali fattori hanno determinato ha causato uno sgretolamento della comunità catanzarese, aprendo il largo a una guerra individuale volta alla soddisfazione di interessi di singoli: a venir meno, è stato il Patto sociale, quel minimo comun denominatore che deve essere condiviso da tutti i cittadini. Vogliamo partire dalla ricostituzione della comunità mediante l’utilizzazione di uno strumento previsto dallo Statuto comunale ma mai impiegato dai vari governi cittadini: la Conferenza dei cittadini, che per un verso consente di adottare delle decisioni più ponderate grazie alla partecipazione diretta dei cittadini ma soprattutto svolge funzioni di controllo su chi esercita il potere. Uno strumento che potrebbe far riavvicinare le persone e in particolare i giovani, alla politica. Perché chi pensa di poter dare un contributo di cui si tiene in considerazione ha interesse a partecipare.

Le vie infrastrutturali per re-immettere flussi in città

L’obiettivo di re-immettere flussi significativi nella città e nei quartieri può essere raggiunto in due modi: facendo arrivare le persone dal territorio verso la città; determinando la mobilità dei cittadini catanzaresi all’interno dei quartieri attraverso almeno due vie infrastrutturali. Prima di tutto va promossa e valorizzata la “rete” nell’ambito di un distretto che nell’intero Istmo colleghi diversi settori: dall’agricoltura, cultura, start up, industria tecnologica, sport. Ognuna di questa attività, che può essere dislocata sul territorio dell’Istmo, deve avere l’istituzione principale a Catanzaro: questo è il modo di interpretare il ruolo del capoluogo prima dell’istmo e poi della regione.

Idee per la mobilità nell’area centrale

La “rete” nell’Istmo si rafforza attraverso una adeguata mobilità che passa, prima di tutto da un collegamento veloce tra Crotone, Catanzaro e Lamezia Terme-ferrovie-aeroporto, con un abbattimento dei tempi commerciali. L’area centrale ha bisogno di un’infrastruttura che determina la mobilità dei cittadini: com’è previsto dal Pnrr si potrebbe elettrificare la tratta da Crotone a Lamezia, rafforzare l’asse Catanzaro-Lamezia e determinare un flusso di cittadini significativo per tutto l’Istmo. Una metropolitana di superficie com’era pensata dall’allora governatore Oliverio per Catanzaro-Lamezia Terme arriva a una velocità di 150 chilometri orari effettivi ma con una capacità commerciale di 70-80 chilometri all’ora: queste velocità assicurano che si possa coprire la tratta tra Crotone-Lamezia in un’ora. 

Un Patto per il lavoro

La ricostruzione di una comunità (ispirata ai valori Costituzionali) deve fondarsi sul principio di solidarietà e di tutela delle fasce deboli della popolazione catanzarese, a partire dai minori, con il coinvolgimento delle scuole e degli strumenti di raccordo con le famiglia. Ma la grande sfida che attende la prossima amministrazione comunale di Catanzaro sarà quella di “trattenere” i giovani, mantenendo occasioni di lavoro e tentando di far rimanere in loco i suoi ragazzi. L’attenzione principale deve essere data al lavoro come momento politico che deve indirizzarsi in primo luogo a mantenere le occasioni di lavoro e poi a crearne di nuove e infine a tentare di determinare la stabilizzazione del lavoro precario. Tali tematiche, come è noto, non sono di stretta competenza comunale ma il Comune che è governo del territorio non può e non deve disattendere le aspettative dei propri cittadini/lavoratori. Significa monitorare i rapporti di lavoro, verificare le criticità, stabilire un tavolo permanente e redigere un “Patto per il lavoro” insieme alle organizzazioni datoriali, sindacali e alle forze sociali.

Politiche di genere e organizzazione sociale:

la Conferenza delle Cittadine

Le politiche di genere e l’organizzazione sociale richiedono un coinvolgimento diretto delle donne in tutte le politiche comunali. A tale fine non si è dimostrata adeguata la istituzione della Commissione Pari Opportunità, né la previsione delle cosiddette quote rosa, poiché non assicurano
il diritto di tutte le donne di contribuire alla organizzazione alla vita comunale.
Le politiche di genere impongono la previsione di un organo deputato ad esprimersi su tutte le linee fondamentali delle politiche comunali e con la più ampia partecipazione delle donne. In tale direzione, Valerio Donato si prefigge di istituire una «Conferenza delle Cittadine», la quale abbia la competenza ad esprimere un parere obbligatorio, sebbene non vincolante, su tutti i programmi di competenza del Consiglio Comunale.

Servizi essenziali: le opportunità offerte dal Pnrr

Le competenze maggiori del Comune si consumano nei servizi essenziali.

Sistema fogne: tutti i deficit di cui il sistema fognario di Catanzaro è afflitto sono riparabili con la programmazione di investimenti. Il problema più grave da risolvere è quello che vede le acque piovane riversarsi nelle fogne e determinare, a seguito di forti pressioni, ingenti danni alla rete cittadina. Con i fondi del Pnrr è possibile prevedere un sistema dedicato alle acque pluviali che non interferisca con le fogne e consenta così di prevenire i disagi di cui soffre la rete fognaria.

Sistema idrico: la digitalizzazione dell’acquedotto prevista nel PNRR ci offre impegno fortissimo perché consente di rilevare gli allacci abusivi, di verificare le perdite e di monitorare costantemente le condizioni del sistema idrico comunale.

Rifiuti: sarà necessario sfruttare al meglio le opportunità e le diverse “missioni” contenute nei bandi del PNRR di competenza del Ministero per la transizione ecologica che riguardano la gestione dei rifiuti urbani. Si tratta di linee d’intervento destinate a finanziare la “realizzazione di nuovi impianti e l’ammodernamento di impianti esistenti per il trattamento/riciclo dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata”. Il PNRR prevede una spesa di 1,5 miliardi per interventi di nuovi impianti e l’ammodernamento degli impianti esistenti, al fine di agevolare la transizione ecologica e rendere virtuoso la gestione dei rifiuti, anche mediante misure connesse all’economia circolare.

Energia: favorire la formazione delle Comunità energetiche e rinnovabili. Una comunità energetica è un’associazione composta da enti pubblici locali, aziende, attività commerciali o cittadini privati, i quali scelgono di dotarsi di infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’autoconsumo attraverso un modello basato sulla condivisione. Un sistema virtuoso, già sperimentato in alcuni territori calabresi che consente notevoli risparmi per i cittadini, nella direzione di una transazione verso le rinnovabili per ridurre emissioni inquinanti e costi in bolletta.

Catanzaro e i quartieri, valorizzare le vocazioni

Il distretto di Catanzaro deve trovare nel centro la propria istituzione, mantenendo la circolarità tra i quartieri attraverso una ricucitura funzionale. Ma per fare questo, deve essere individuata la vocazione principale di ogni quartiere, da valorizzare, e nello stesso tempo radicando scuole attrezzate. Ad esempio, a Catanzaro Lido deve essere valorizzata la componente turistica, ma lo sviluppo turistico non può essere l’unica vocazione del quartiere marinaro: si può pensare di introdurre in sistemi produttivi del terziario che non hanno impatto ambientale ma che consentono lo sviluppo di iniziative economiche e occupazione. Possiamo pensare alla realizzazione di una parco di rigenerazione urbana attraverso i due canali di Roccelletta e di Corace; mentre quartieri come Santa Maria-Corvo-Aranceto, viale Isonzo possono ospitare delle strutture sportive diffuse: questa area non può che essere il modello di sviluppo delle politiche sociali a favore delle persone più disagiate. Gagliano, invece, potrebbe trovare la propria identità sul “food” con una struttura produttiva che si colleghi al resto del distretto, puntando in particolare sull’agricoltura; mentre Mater Domini potrebbe puntare a rafforzare il profilo sanitario. Quanto a Siano, il quartiere potrà essere fortemente caratterizzato dalla pineta e puntando sulla valorizzazione ambientale potrebbe rappresentare un modello di sperimentazione e anche un luogo di partecipazione sul piano dell’educazione ambientale e di partecipazione delle famiglie. Ed, infine, Germaneto: bisogna costruire un percorso affinché sempre più giovani vengano all’Università di Catanzaro. Questo quartiere deve essere destinato a diventare un distretto della produzione e dell’innovazione tecnologica che le imprese devono guardare con grande attenzione.

Il centro storico cuore del distretto

Il Distretto culturale trova il suo cuore nel centro storico di Catanzaro, perno di un sistema che mette in rete Istituzioni strategiche come il nascente Politecnico delle Arti – che potrebbe trovare posto ad esempio nella ex Caserma Pepe ormai svuotata – spazi culturali da valorizzare appieno come il Complesso Monumentale San Giovanni con le sue Gallerie, il Museo Marca, il Teatro Politeama e il nuovo Teatro Masciari, manifestazioni e iniziative dell’associazionismo da coordinare e stabilizzare anche guardando alle ricadute turistiche.

L’obiettivo è fare del capoluogo la città della cultura e dell’accoglienza, orgogliosa della propria identità e aperta al mondo, favorendo ad esempio le “residenze d’artisti” e una reale integrazione del mondo universitario e delle associazioni nella vita e nel dibattito culturale, puntando alla qualità e sostenibilità dei progetti, alla nascita di produzioni teatrali, musicali, artistiche, di danza, ad un’orchestra stabile, e a tutto ciò che questo comporta in termini di formazione delle maestranze e ricadute professionali, come strumenti di un nuovo sviluppo economico.